Diabetici Famosi
tom hanksNato a Lecce da Luigi e Antonia Vallone negli ultimi giorni del 1888, venne tuttavia registrato all’anagrafe il 2 gennaio 1889. Il suo talento vocale fu notato già dalle scuole elementari e nel 1902 “Titu” (piccoletto), entrò in seminario, dove ebbe modo di studiare composizione. Nel 1909 debuttò a Vercelli nella Traviata, ma trionfò solo a Napoli nel 1914 con una Tosca leggendaria grazie alla quale il nome d’arte “Tito Schipa” si impose alle cronache artistiche e mondane. Con la Manon del 14 gennaio 1918 al Real di Madrid anche il primo trionfo all’estero fu assicurato. Nel 1919 approdò negli Stati Uniti alla Civic Opera di Chicago, dove sposò la soubrette francese Antoinette Michel d’Ogoy. Da lei ebbe due figlie, Elena e Liana. Nel 1932 lasciò Chicago alla volta di New York e nel 1935 di San Francisco. Ma gli effetti della Grande depressione, l’irreparabile crisi con la moglie e la nostalgia per la patria, riportarono Schipa in Italia. Alle molte recite si accompagnò una carriera cinematografica che fece di Schipa il divo del Cinema dei telefoni bianchi. Fu vicino al regime fascista, e per questo l’America del pre-maccartismo lo dichiarò indesiderato, come l’Italia del Teatro alla Scala appena restaurato e riaperto. Sposò l’attrice Diana Prandi che nel 1946 gli dette un figlio, Tito Jr.. Dopo una carriera lunga quasi mezzo secolo, negli anni ’50 Schipa cominciò ad apparire sulle scene sempre più di rado. Nel 1955 dette l’addio al palcoscenico con l’Elisir d’amore al Teatro Petruzzelli di Bari, a cui faranno seguito le tournèe in Russia, in Ungheria e negli Stati Uniti. Accusato stavolta di filocomunismo, vittima di gravi traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni suoi manager e collaboratori, fu costretto a tornare negli Stati Uniti, dove venne accolto, ancora una volta, con entusiasmo. Tito Schipa morì a New York nel 1965 per un collasso cardiocircolatorio, complicazione del diabete di cui soffriva.
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