Testamento di Sebastiano del fu Bertuccio de Vascotto [anno 1538]
TESTAMENTO n.26
archivio regionale di Capodistria
proveniente dall'archivio municipale di Isola d'Istria
copia originale cartacea altezza 310mm, larghezza 210mm
 
1538, 15 maggio - Isola
Testamento di Sebastiano del fu Bertuccio de Vascotto
 
In Christi nomine amen. Nel anno della nativitate del Signor mille cinquecento trenta octo, indictione undecima, adí 15 del mese de mazzo. Facto in Isola in casa de mi nodaro infrascripto, in presentia del spectabile messer Alessandro de Manzuol zudese in presente vicegerente del magnifico messer Zuanbaptista Griti degnisimo potestate de Isola, et in presentia del spectabile messer Piero Coppo vicedomino del comune de Isola. Presenti messer Balsamino de Manzuol de messer Piero, messer Balsamino de Manzuol condam messer Zuane, Lunardo Furlan de ser Inatio et Bartolomeo Furlan de la villa de Beian, testimoni a questo chiamadi et de bocha del ínfrascripto testador pregadi, et altri.
In quel loco ser Bastian condam ser Bertuci de Vascoto sano per la Idio gratia de la mente el senso et lo intelecto, et per che non siamo de cosa alcuna più certi che de la morte et però per il presente testamento in questo modo la ordinado: Inprimis lanima sua al suo creator Idio et ala gratiosa verzene madona sancta Maria ha ricomandado. Item laso che per li sui heredei siano fate dir le mese de la gratia et de sancto Gregorio, per lanima sua. Item lasa a Zuandomenego suo fradel soldi vinti de pizzoli per amor benedictione et contentu. Item lasa Jacobo, Merigo, Francesco, Daníta et Piero suoi fradelli similiter soldi vinti per cadauno per amor dilectionis, benedictionis et contento.
Item lasa a Fiorbona, Foscha, sue sorele, soldi vinti per cadauna per amor benedictionis et contento.
Item lasa dona Zustina sua madre herede et comisaria de tuti li sui beni mobeli et stabeli, presenti et futuri, taciti et expresi, caduci et inordinati, et questo vol che sia suo ultimo testamento et sua ultima volunta; et se no valese per raxon de testamento, chel vaìa per raxon de codicillo overamente per cadauna sua ultima volunta.
(S.T.) Ego Nicolaus Manzolius condam domini Marci civis Insule publicus imperiali auctoritate notarius his suprascrìptis interfuì et rogatus scribere scripsi ac signo nomineque meis appositis consuetis.
 
sunto
Data e luogo:
1538, 15 maggio - Isola
Testatore:
Bastiano del fu Bertuccio de Vascoto
Notaio:
Nicolò del fu Marco Manzolius
Giudice:
Alessandro de Manzuol
Vicedomino:
Pietro Coppo
Podestà:
Giambattista Gritti
Testimoni:
Balsamino, figlio di Pietro de Manzuol
Balsamino del fu Giovanni de Manzuol
Leonardo Furlan, figlio di Ignazio
Bortolomeo Furlan della Villa de Belian (Begliano)
 
Lascia:
a Giandomenico, suo fratello, soldi venti di piccoli; a Giacomo, Merigo, Francesco, Danita e Piero, suoi fratelli, similmente soldi venti per ciascuno; a Fiorbona e Fosca, sue sorelle, ancora soldi venti per ciascuna.
 
Ordina:
che vengano officiate le messe per S. Gregorio e delle grazie.
 
Designa:
Gìustina, sua madre, erede universale ed esecutrice testamentaria.
 
Note di Giovanni Russignan:
Altro testamento, il cui testo è redatto in linguaggio volgare. Eccezione fatta ancora per qualcuno, d'ora in avanti tutti i testi saranno così.
É ovvio che la loro lettura risulterà accessibile anche ai lettori meno preparati, i quali potranno apprezzare maggiormente queste testimonianze di vita isolana, veri ricordi dei tempi che furono.
Notiamo subito quel "zudese" e quella "Zustina", e ricorderemo di averli sentiti anche noi ai tempi dei nostri nonni.
Non bisogna stupirsi se troviamo parole senza le doppie o la mancanza dell'apostrofo: l'uniformità ortografica non esisteva. Due vistose macchie sì spandono sul testo, che peraltro lasciano trasparire le parole sottostanti.
La grafia si lascia leggere senza difficoltà. È doveroso qui precisare che, quando si dice che la grafia non presenta difficoltà di lettura, il riferimento va fatto a persona esperta di questo genere di lavoro.