Tomaso Albinoni
«Musico di violino dilettante veneto»: con tale auto definizione il ventitreenne Tomaso Albinoni si presenta al mondo musicale con la sua "opera prima" (Suonate a tre, G. Sala, Venezia 1694).
L'uso del termine "dilettante" non è dettato da un impeto di modestia ma dal fatto che Albinoni si è dedicato alla musica per puro diletto e non per professione.
Era nato a Venezia l'8 giugno 1671.
La sua produzione si protrae per quasi mezzo secolo, dal 1694 al 1741, e segue due aree di interesse: la musica vocale profana (opere e cantate a voce sola) e la musica strumentale (sonate e concerti).
Nel 1694 si presenta al pubblico veneziano con il dramma in tre atti "Zenobia, regina de' Palmireni" e con una raccolta di musica strumentale, le dodici triosonate dell'op.1.
Le novità compositive di Albinoni vanno ricercate proprio nella sua musica strumentale: l’articolazione in tre movimenti nei concerti, l’uso di un finale "fugato", la pubblicazione di una raccolta di concerti per oboe (op. 7, 1715) ed il suo contributo allo sviluppo della "sinfonia da camera".
La parabola creativa si conclude con una raccolta di sei sonate per violino e basso (1740) e con l’opera Artamene (1741).
Morì a Venezia il 7 gennaio 1751.
Il suo atto di morte riporta: «Il Signor Tomaso quondam Antonio Albinoni d'anni 84 in circa obligato al letto da due anni per diabete febre e cataro. Morse questa notte all'ore 10 in circa».