Vascotto
Da la voce del popolo di sabato 25 luglio 2015
 
2015 07 25 la voce del popolo WEB

Oggi a Trieste la popolare gara di tuffi organizzata da un isolano di seconda generazione: «l’Istria è metà del mio DNA», afferma

Mauro Vascotto Re delle Clanfe
con uno sguardo al «solidale»

di Nicolò Giraldi
 
Appuntamento oggi con l’8.a edizione dell’Olimpiade delle Clanfe dalle ore 13 in poi presso lo stabilimento balneare “Ausonia” di riva Traiana 1 a Trieste. Tra i promotori anche un “istriano di seconda generazione”, Mauro Vascotto. Ma prima la notizia: la principale novità dell’edizione 2015 riguarda le categorie di suddivisione dei concorrenti in gara. È stata aggiunta una settima categoria e sono state modificate le fasce d’età di suddivisione dei partecipanti. Questa revisione delle categorie è stata motivata dalla necessità di omogeneizzare il numero di partecipanti per singola categoria e far in modo di poter utilizzare le medesime categorie anche durante la Quarta edizione della Rampigada Santa, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre. Ciascun partecipante, in ordine di iscrizione, eseguirà una clanfa, una bomba o un kamikaze (o testabalon). Cinque i Giurati che valuteranno lo stile e lo schizzo, la coreografia più divertente e fantasiosa, la difficoltà del tuffo. L’Olimpiade delle Clanfe si è sempre distinta anche per l’aspetto solidale. Ospiti della manifestazione saranno i volontari dell’Associazione CDKL5 Insieme verso la cura e quelli dell’Associazione Trieste Solidale ONLUS, che coglieranno l’opportunità offerta dal grande seguito di partecipanti e pubblico dell’evento per allestire due banchetti di diffusione delle loro attività e di raccolta fondi a sostegno dei loro progetti.
 
Mauro Vascotto, presidente Associazione Spiz di Trieste, con un cognome che tradisce l’origine istriana. Ci racconti un po’ della storia familiare.
 
Il cognome Vascotto ha origini da Isola d’Istria, tutti i miei avi sono nati e cresciuti a Isola. Negli anni mi sono appassionato un po’ anche di araldica e genealogia e so per certo che il cognome Vascotto era presente a Isola almeno dal XIII secolo. Il mio ramo dei Vascotto è quello dei “Nadal”; in un paesino piccolo con pochi cognomi e molti nomi uguali il soprannome era d’obbligo. I Nadal prevalentemente lavoravano la terra. Io sono il primo nato a Trieste, città che amo in maniera viscerale.
 
Quale significato ha per te l’Istria?
 
Beh è la terra natia di mio padre e di tutti i miei avi. È metà del mio DNA e non può che essere parte di me. Inoltre è una terra splendida, ricca e severa, rude e paradisiaca al tempo stesso.
 
Sei anche padre di famiglia. Cosa sanno i tuoi figli dell’origine della tua famiglia e cosa ti senti di trasmettere?
 
Mio figlio Matteo è ancora troppo piccolo per affrontare questo genere di temi, ma sulla sua bicicletta ha voluto attaccare uno splendido adesivo con lo stemma della Società Nautica Pullino, di cui suo nonno Fabio, mio padre, è presidente. Da questo punto di vista sono fortunato, visto che la colomba di Isola d’Istria è anche un’immagine di pace per cui posso trasmettere a mio figlio due messaggi importanti con un unico simbolo.
 
Olimpiade delle Clanfe e Rampigada Santa. Ci spieghi cosa sono e come si fa per partecipare?
 
Olimpiade delle Clanfe e Rampigada Santa sono due manifestazioni sportive che veicolano anche messaggi di promozione sociale. Tradizione, unione familiare, mobilità sostenibile, morbin, spensieratezza e voglia di stare insieme divertendosi, sono solo alcuni. Se ci venite a trovare sul sito dell’Associazione www.spiz.it scoprirete tutto e sono sicuro vi verrà voglia di partecipare alle nostre manifestazioni.
 
L’Associazione Spiz è da anni impegnata nel sociale e recentemente avete organizzato una giornata di pulizia e di aggregazione allo stabilimento balneare “I Topolini”. Com’è andata?
 
È andata benissimo, un centinaio di volontari hanno tolto i cosiddetti tag che imbrattavano le strutture balneari lavando spiaggia e scogli o ridipingendo bagni, muri, panchine. Inoltre, la nostra presenza unita ad altre associazioni impegnate nel sociale, ha contribuito a stemperare i toni e a smorzare le facili speculazioni e strumentalizzazioni che si erano create attorno alla manifestazione.
 
Sei molto impegnato anche sul fronte dell’Olimpiade delle Clanfe, che ogni anno si tiene presso lo stabilimento Ausonia a Trieste. Si iscrivono anche ragazzi istriani, in particolare da Rovigno. Qual è il collegamento tra questa manifestazione e la voglia di partecipazione della gente nostra?
 
A Trieste come a Rovigno l’obiettivo di tanti tuffi è provocare quanti più schizzi possibile anche se, a dire il vero, non è ben chiara l’origine di tale goliardata. Forse, la conformazione della costa abbinata allo spirito giocoso che caratterizza le nostre comunità, hanno contribuito allo sviluppo sostanziale di questi particolari tuffi. Di conseguenza la Clanfa Triestina è sorella del Rococò Rovignese e questa “parentela” porta tanti rovignesi a venire a Trieste all'Olimpiade delle Clanfe. Mi vien da dire che la presenza dei rovignesi è una questione di vincolo affettivo.
 
Qual è il tuo rapporto con l’Istria? Ci porti mai la tua famiglia?
 
Come ho già detto l’Istria è dentro di me, nei miei geni, almeno nella metà di essi. Ho fatto, faccio e farò sempre gite o intere vacanze in Istria.
 
Nella storia familiare, avete mantenuto rapporti con qualcuno rimasto dall'altra parte?
 
La famiglia di mio padre è interamente esodata. A Isola non è rimasto nessuno dei “miei”. Conosco e anche frequento persone che hanno deciso di restare. Entrambe le scelte, andare o rimanere, non devono essere state facili e vanno rispettate e capite.
 
Come vedi il mondo dell’associazionismo istriano a Trieste? Ne hai mai fatto parte?
 
Conosco il mondo dell’Associazionismo istriano legato a Isola d’Istria. Collaboro occasionalmente con il periodico Isola Nostra. Diciamo che non mi manca impegno nel volontariato. SPIZ richiede tanto lavoro, tanta dedizione e tanto impegno e devo ringraziare la mia famiglia, Emanuela e il mio piccolo grande Matteo, per la pazienza e la comprensione. Loro due sono tutto per me. Tutto ciò di cui ho realmente bisogno.
 
Da anni ti batti per cancellare il motto triestino “no se pol”. Quanto potrebbe cambiare questa città se venisse definitivamente messo da parte il disfattismo locale?
 
I “no se pol” sono figli di immobilismo, paura e ignoranza. Sono un patito della cultura. Nel senso che credo che un popolo debba essere messo nelle condizioni di avere il massimo dalle istituzioni scolastiche e deve averlo a titolo gratuito. Uno Stato, cioè tutti noi, ha l’obbligo morale di investire più risorse possibili nella formazione, nella cultura e nell'istruzione e se farà così non avrà nulla da temere per il suo futuro. L’ignoranza, la paura e l’indifferenza sono i mali della società globalizzata e indiscutibilmente in balia delle grandi lobby finanziarie.
 
Ci sono parenti di origine istriana che vivono all'estero e se sì, qual è il tuo rapporto con essi?
 
Non ho parenti stretti che vivono all'estero, ma conosco tantissimi istriani che vivono in giro per il mondo e che ho avuto la fortuna di andare a visitare. Dal Canada al Costa Rica, agli Stati Uniti. Mi manca l’Australia, ma sono sicuro che prima o poi ci andrò. Anzi ci porterò tutta la mia famiglia.
 
Torni mai a Isola?
 
Non regolarmente, ma capita. Ricorrenze, eventi o semplice gite di piacere.
 
Spazio per qualsiasi cosa tu ritenga necessario raccontare.
 
Più che raccontare, approfitto per augurare a tutti i lettori tanta Pace, Forza e Allegria, da interpretare come atteggiamento verso il Passato, il Presente e il Futuro. State sereni e diffondete solidarietà, empatia e cultura e tutto il resto verrà da solo.
 
Grazie.
 
Grazie a voi, alla redazione e ai lettori per la pazienza di essere arrivati sino alla fine di questa intervista.
 

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